Il Betta splendens: come allevarlo rispettandone le esigenze

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Betta splendens crowntail rosso

Betta splendens crowntail rosso

Il Betta splendens appartiene alla famiglia degli Osphronemidae, e fa parte della sottofamiglia dei Macropodusinae.

La sua capacità di adattamento, necessaria negli acquitrini in cui vive in natura è dovuta al LABIRINTO, un piccolo organo ausiliario situato dietro le branchie che gli permette di assumere direttamente l’ossigeno dall’aria ingerita.




Habitat e Distribuzione

Il Betta splendens è originario della Thailandia centrale, dove vive in aree palustri, risaie, canali e piccoli ruscelli e pozze piovane ai margini della foresta.

Questi luoghi sono caratterizzati da acqua bassa e fitta vegetazione, qui troviamo acqua molto tenera, con bassissima durezza carbonatica (dKh); radici, rami e fogliame presenti sui fondali arricchiscono l’acqua di tannini ed acidi umici.




Allevamento in acquario

I maschi devono vivere separati da conspecifici; l’ideale è quindi allestire un acquario monospecifico con capacità di 20/30 litri, invece più femmine possono convivere senza grossi problemi in acquari più capienti. L’allevamento in vasche più piccole è possibile, ma sconsigliato se non si ha una buona esperienza acquariofila, a causa della difficolta del mantenimento dell’equilibrio chimico in un litraggio troppo ridotto.

L’allestimento dell’acquario deve rispettare necessariamente alcune regole:

Vasca chiusa: i Betta sono degli ottimi saltatori, e necessitano di respirare aria caldo-umida per non ammalarsi.

visuale dall'alto di una vasca con coperchio trasparente per il betta

Flusso d’acqua lento: in natura vivono in acque ferme o lente; inoltre gli esemplari a pinne lunghe fanno fatica se c’è corrente in vasca.

L’acqua dovrà essere acqua tenera, con dKh basso e Ph fra 6.5 e 7; la temperatura ottimale è di 24°/28° gradi. D’estate, se le temperature in vasca non superano i 32°, non è necessario raffreddare.

Fondo scuro e luce moderata : l’ideale per un pesce che non ama la luce intensa.

Piante ideali sono Cryptocoryne, Microsorum, Hygrophyle, Limnophyle, Vallisneria, Egeria densa, Ceratophyllum, Ninfee, oltre alle fondamentali piante “galleggianti”, come Salvinia natans, Limnobium leavigatum, Phyllanthus fluitans, che oltre al supporto nei processo fitodepurativo, schermano la luce e sono da supporto al nido di bolle.

Acidi umici e tannini: Completiamo l’allestimento con qualche legno/radice, utile anche come barriera visiva e nascondiglio e fonte di utili tannini; a tal fine è utile ricordare l’importanza dell’impiego di foglie di Catappa o Quercia essiccate, pigne di Ontano o appositi estratti che rilasciano sostanze benefiche per il Betta (e tutti i pesci) ed aiutano ad acidificare l’acqua.

In condizioni non ideali il delicato pinnaggio di questa specie mostrerà chiari segni di corrosione, che potranno poi portare a peggiori conseguenze se trascurati.

-I compagni di vasca: In un acquario di 40/50 litri ben arredato, ricco di vegetazione e radici, sarà possibile la convivenza con alcune altre specie. Ideali sono un gruppo di piccoli Ciprinidi come Trigonostigma heteromorpha, Trigonostigma espei, Trigonostigma hengeli, Boraras.




Alimentazione




L’alimentazione del Betta spl. dovrebbe essere varia, poco cibo e spesso, poichè il Betta soffre facilmente di occlusioni intestinali ed il suo stomaco è grande quanto un suo occhio.. Usare un fine granulato di qualità, cibo vivo e congelato come larve d’insetti, artemia, dafnie, chironomus, ecc.. Due tre “pallini” due/tre volte al giorno sono sufficienti, il congelato andrà a sostituire un pasto di secco, sempre in proporzione (ad es. 3/4 chironomus per somministrazione un paio di volte alla settimana).




Riproduzione




Per riprodurre con successo i Betta occorre: Una vasca per l’accoppiamento, ideale 40/60 litri, con una colonna d’acqua intorno ai 20 cm, piante galleggianti, oppure un pezzo di polistirolo come supporto per il nido, alcuni nascondigli utili alla femmina. Una settimana prima dell’accoppiamento: è consigliabile sovralimentare i pesci con chironomus, artemie, tubifex, vivi o congelati e innalzare gradualmente la temperatura di 1°C ogni uno o due giorni fino ad arrivare a 29-30°C. Quindi, inserire prima il maschio nella vasca di riproduzione, poi la femmina, separandola utilizzando un contenitore trasparente, in modo che il maschio possa vederla ma non sia in contatto. Il maschio vedendo la femmina, va in parata e formerà il nido di bolle in superficie, mentre la femmina pronta all’accoppiamento assumerà la livrea riproduttiva; quindi liberiamo la femmina ed attendiamo che avvenga l’accoppiamento. Se la femmina è pronta, assisteremo a numerosi abbracci con il rilascio delle uova, ciò può avvenire per diverse ore, dopo di che, il maschio diventa molto più aggressivo e scaccia la femmina, che andrà allontanata dalla vasca. Il maschio resterà con la prole fino all’inizio del loro nuoto libero.




Allevamento degli avannotti




La schiusa delle uova dipende dalla temperatura e varia dalle 24-36 ore. Le larve appena nate non sono in grado di nuotare, il maschio assicurerà che i piccoli restino attaccati al nido di bolle fino a quando non iniziano il nuoto libero, intorno ai 2-3 giorni dalla nascita; adesso il maschio va tolto perchè potrebbe anche mangiarli. Per l’allevamento degli avannotti avendo dimensioni microscopiche appena nati, useremo colture di cibo vivo, come infusori ed anguillole dell’aceto, il loro movimento stimola la predazione. Nelle prime settimane di vita gli avannotti sono estremamente sensibili ai valori dell’acqua, che devono restare stabili e non vanno effettuati cambi; possiamo farci aiutare da piante galleggianti e potature per mantenere bassi gli inquinanti. Gli infusori vanno somministrati appena gli avannotti cominciano il nuoto libero. Quindi possiamo anche effettuare dei piccoli cambi d’acqua, in genere si effettua un cambio giornaliero non superiore al 10%. Dopo lo svezzamento, somministreremo naupli di artemia o cisti decorticate (più pratiche), così da portare gli avannotti alla forma sub-adulta. Ad 1 mese circa, andrebbero separati ed allevati singolarmente in piccoli contenitori da 5-10 litri fino al raggiungimento dei 4 mesi, età in cui dovrebbero essere pienamente sviluppati in forma sub-adulta.




Le varie forme e selezioni




I Betta spl. si distinguono per forma e colore.

Per quanto riguarda le forme, abbiamo delle varietà a pinne lunghe che possiamo distinguere in:

VEILTAIL presenta la coda asimmetrica, larga alla base e poi si stringe diventando quasi a punta verso la fine; quando il pesce non è in parata la coda tende a cadere come un velo verso il basso, da qui il nome VT. HALFMOON presenta una pinna caudale che forma un angolo di 180°, si può pensare come ad una “D”, la pinna dorsale e la pinna anale devono essere simmetriche, riuscendo a creare una figura unica intorno al corpo del pesce, in questo modo si avrebbe in parte rispettato lo standard.

Altra particolarità della pinna caudale, sono i raggi, a oggi si selezionano vari esemplari a 4, 8, 16, raggi.

CROWNTAIL presenta le pinne con raggi esposti e membrana ridotta, in modo da ottenere una specie di corona da cui deriva il nome. I migliori esemplari hanno un’apertura della caudale di 180°, il carattere CT è solo parzialmente dominante, risulta difficile avere soggetti con tali caratteristiche, se non attraverso un lavoro di selezione lungo.

DOUBLETAIL presenta come caratteristica la caudale divisa in due lobi, la pinna dorsale ha l’attaccatura alla base del dorso più larga, con raggi doppi rispetto a un Singletail, ed un corpo un po’ più corto. La dorsale di maggiore grandezza dona a questa varietà un aspetto più pieno e rotondo.

Oltre a queste, ci sono anche altre forme a pinne lunghe come i BIG EAR.

Altri vengono visti quasi come un difetto per gli standard IBC, come ad esempio i DELTA, ROSETAIL e OVER HALFMOON.

Le varietà a pinne corte, sono PK TRADITIONAL, SHOW PLAKAT e HALFMOON PLAKAT possono essere simmetrici ed asimmetrici.

La forma asimmetrica si presenta con la pinna caudale a 180° di dimensioni ridotte, la pinna anale termina a punta estendendosi di poco oltre la pinna caudale, da qui l’asimmetria.

Nella variante simmetrica la pinna caudale rimane a 180° ma la pinna anale risulta arrotondata e combacia con la caudale e con la pinna dorsale, questo da una simmetria che crea un disegno ovale intorno al pesce.

Un accenno alle principali varianti di colori e patterns: Forme Colori & Pattern SOLIDI: Red e Black. METALLICI: Royal Blue, Steel Blue, Turquoise/Green. PASTELLO: Clear, Yellow, Orange, Opaque. PATTERNS: Dark Bicolor, Light Bicolor, Butterfly, Multicolor. Marble, Grizzled.

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