PRIMA DI RIEMPIRE UN ACQUARIO – Per chi comincia…o vorrebbe ricominciare

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pesce nella boccia: prima di avviare un acquario
pesce rosso in una boccia

Guida prima di riempire un acquario: l’approccio all’acquariofilia per chi comincia

Chi entra nel fantastico mondo dell’acquariofilia, non sempre riesce ad apprezzare da subito le meraviglie che riserva. Si può cominciare con un pesce rosso vinto in fiera…o ancora, entrando in un negozio perché tuo figlio ti ha chiesto il cane, ma a te non va di portarlo fuori e quindi “viri” su due pesciolini colorati e una vaschetta da 10 litri…o appassionandosi, come successe a me tanti anni fa ad esempio, con un amico di famiglia che aveva acquari bellissimi e tante competenze…ma che, prima di farmi riempire una vasca, me la fece costruire da zero per “valutare” passione e determinazione ad imparare, visto che avrei dovuto gestire l’esistenza di esseri viventi. Ma questo accade più raramente.

I rischi di un approccio superficiale

Spesso quindi, senza una guida adeguata e la giusta informazione, prima di riempire un acquario, il rischio è quello di partire con il “piede sbagliato”: con vasche troppo piccole (più difficili da gestire delle grandi, a differenza di quanto pensa un neofita), senza curarsi di habitat, valori chimici, fase di maturazione, ospiti idonei, convivenze, numero di esemplari… Un acquario così diventa a medio termine una fucina di problemi che porta la maggior parte di chi comincia ad abbandonare questo bellissimo hobby.

I passi fondamentali per un acquario di successo

Quali sono quindi i “passi” da compiere prima di riempire di acqua una vasca?

Informazione e studio: leggiamo e studiamo il più possibile tutto quello che riguarda le basi: ciclo dell’azoto e quindi maturazione di filtro e vasca nel suo complesso, chimica dell’acqua (indispensabile avere test a reagente di buona qualità) e rapporto tra i diversi elementi in essa presenti, i materiali più idonei per allestire fondo e vasca…

Dimensioni dell’acquario: a seconda dello spazio a disposizione, scegliamo l’acquario più grande possibile, per quanto detto prima. Non dovrà comunque mai essere meno capiente di 25/30 litri se si sceglie di allestire un caridinaio, o una vasca dedicata ad un Betta o a microfish. Ma, se si desidera il “classico” acquario di comunità, sarà meglio partire con almeno 50/60 litri…se si può anche 100 litri. Insomma, più grande è la vasca meglio è: ci sarà sicuramente più scelta di habitat ed ospiti, ma soprattutto meno difficoltà nella gestione generale.

acquario pieno di piante

Scelta della specie: in base al litraggio (oltre alla lunghezza della vasca, conterà anche l’altezza della colonna d’acqua), scegliamo la specie che ci piace di più ed alla quale vogliamo dedicare l’acquario, guardando tanti video e leggendo tante schede che la descrivono, cercando consigli ed ispirazione da altri utenti più esperti di noi.

Esigenze dell’ospite e convivenze: una volta comprese le esigenze dell’ospite in termini di valori chimici, temperatura, arredamento, flusso dell’acqua… (un acquario non si fa a nostro gusto totale, ma rispettando l’habitat “ideale” di chi ci vive), si studiano le possibili convivenze, sempre con i criteri del precedente punto e valutando fattori ulteriori come la competizione alimentare e le “zone di nuoto (fondo, colonna, superficie).

Allestimento dell’acquario: sempre cercando spunti ed ispirazione da chi ha già esperienza, tra video e gruppi, si allestisce l’acquario con pazienza. Dire “ricreo” l’habitat è comunque fondamentalmente sbagliato, perchè in natura le condizioni mutano anche di molto con le stagioni. Ma il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di cercare le condizioni migliori possibili, per arredamento, chimica, temperature…

Analisi dell’acqua di rete: andiamo sul sito del nostro comune e cerchiamo la composizione chimica dell’acqua della nostra rete. Potrà essere necessario, a seconda dei risultati e delle specie che si sceglieranno, miscelarla o sostituirla con acqua osmotica, nel secondo caso ricostruita con appositi sali.

piante in acquario

Preparazione dell’acquario: inseriamo fondo, arredi, piante (più possibile e, specialmente nella prima fase di vita dell’acquario, a crescita “rapida”), assicuriamoci che il filtro abbia il giusto equilibrio tra materiali biologici e meccanici (eliminando i carboni attivi sempre presenti nei nuovi filtri, ma utili solo in specifici casi). E’ consigliabile utilizzare un filtro “sovradimensionato” che possa ospitare molto materiale biologico. Inseriremo l’acqua e finalmente….eh no, non possiamo ancora inserire i nostri nuovi futuri amici…ora inizia la fase di maturazione…al buio, con luce, con piante, senza piante….ci sono tanti modi per far partire una vasca. Tutte portano, a prescindere, all’avvio del ciclo dell’azoto. Questo può avvenire, in via naturale, a partire dal 21° giorno, ma può avvenire anche dopo 30, 40 giorni e/o non essere mai rilevato perché molto graduale. Ogni vasca matura nei suoi tempi. Non c’è un calendario.

ciclo dell'azoto

La maturazione dell’acquario: un processo fondamentale

Personalmente consiglierei ad un neofita di seguire un metodo “naturale”, per comprendere al meglio le “basi” che determineranno la vita futura nella sua vasca; ad esempio dal “ciclo dell’azoto” ai corretti “valori chimici”, che dovrà pensare in ragione di specifiche flora e fauna che andrà ad ospitare. Con questo metodo in genere è prevista l’aggiunta di qualche pizzico di cibo per agevolare il processo; al massimo, non indispensabili ma certamente di aiuto in fase iniziale, attivatori batterici e batteri vivi. Altri metodi altrettanto efficaci con alcune precauzioni, ma meno “educativi” per l’acquariofilo inesperto, prevedono una partenza più rapida del ciclo dell’azoto. L’inserimento di piante a crescita rapida, l’introduzione controllata di ammoniaca, l’inserimento di materiale filtrante prelevato da acquari già maturi rappresentano alcuni esempi di tali metodi. Durante il primo mese, seguendo una maturazione naturale, non dovrebbe essere necessario intervenire con fondi inerti.

acquario di recente avvio con fondo inerte
Acquario di recente avvio con fondo inerte (foto Annamaria Sannazzaro)

L’importanza del fondo e il monitoraggio dei parametri

Magari sarà utile osservare le “evoluzioni” ed “allenarsi”, senza esagerare” ad effettuare qualche test per analizzare l’acqua per determinare se e come correggerne i parametri. Quest’ultimo passaggio sarà, a prescindere, fondamentale prima di introdurre ospiti.

Acquario di recente avvio con fondo misto, inerte e allofano nella parte posteriore 
Acquario di recente avvio con fondo misto, inerte e allofano nella parte posteriore 
(foto Mario Mandici)
Acquario di recente avvio con fondo misto, inerte e allofano nella parte posteriore 

Se il fondo utilizzato è un allofano, che rilascia copiosamente composti azotati nella prima fase di introduzione, sarà necessario effettuare cambi frequenti e monitoraggio dei parametri chimici fino alla sua “stabilizzazione”.  Questo tipo di fondo definito in gergo acquariofilo “tecnico”, richiede però esperienza ed almeno una discreta conoscenza del suo meccanismo di azione. Esso è costituito da miscele di argille porose ricche di sostanze nutritive ed attraverso un meccanismo di “scambio cationico” interagisce con l’acqua immagazzinando e rilasciando le sostanze nutritive necessarie alle piante.

Acquario recentemente avviato con fondo allofano
Acquario recentemente avviato con fondo allofano
Acquario recentemente avviato con fondo allofano

L’arrivo dei primi ospiti e la gestione dell’acquario

Una volta che saremo sicuri dei corretti valori chimici e della totale assenza di nitriti….eh si, ora finalmente potremo cominciare ad abitare il nostro piccolo mondo acquatico. Abbiamo studiato e scelto 3 specie ad esempio? Valuteremo quale sarà in caso di inserire per prima, sia per non appesantire da subito con troppo carico organico vasca e filtro ancora molto giovani, sia per consentire un corretto adattamento alle varie specie.

 Acquario  “natural style “attivo” da oltre 20 anni
 Acquario  “natural style “attivo” da oltre 20 anni

All’inizio, già in fase di maturazione, appariranno segnali che potranno spaventare un acquariofilo poco esperto, muffe e formazioni batteriche sui legni, diatomee, lumache…non entriamo nel panico inserendo in vasca inutili e costosi prodotti che mascherano solo i problemi rimandandoli. Chiedere sempre consigli PRIMA di agire, anche perché spesso non sarà necessario fare nulla, solo attendere ed osservare.

Formazione composta principalmente da batteri (in particolare Sphaerotilus natans)
Formazione composta principalmente da batteri (in particolare Sphaerotilus natans)

Manutenzione, illuminazione e fertilizzazione: i pilastri di un acquario sano

Settimanalmente effettuiamo la manutenzione: cambi dal 10 al 20%, a seconda della tipologia di vasca e dei risultati dei test precedenti, eliminazione di eventuali materiali organici in decomposizione (sifonando e/o manualmente); dopo un paio di giorni dal cambio, può essere utile effettuare analisi con test a reagente per determinare il mantenimento dei giusti valori. Se una vasca è ben gestita, non sarà necessario aggiungere alcun prodotto chimico correttivo. A parte un buon biocondizionatore se si usa acqua di rubinetto decantata.

La giusta illuminazione

Per quanto riguarda l’illuminazione, personalmente parto con piante e luce (da 6h ad incrementare fino ad 8). Quest’ultima, a seconda delle piante introdotte e dell’altezza della colonna d’acqua dovrà provvedere a fornire uno spettro cromatico ed una capacità di penetrazione nella colonna d’acqua efficaci.

cabomba furcata
Cabomba furcata ( foto Mario Mandici)
pearling
Pearling (foto Annamaria Sannazzaro)

La fertilizzazione

Partiamo dal presupposto che non basta leggere le indicazioni del produttore, spesso anzi errate in eccesso.

Ogni acquario consumerà i nutrienti in misura diversa, in funzione di diversi fattori: piante, valori chimici, equilibrio corretto dei vari micro e macro elementi, luce….

Anche qui sarà necessario studio e acquisizione almeno delle conoscenze fondamentali. Anche attraverso le competenze di altri a cui non dispiace condividerle.

acquario con pesci e piante
radici delle piante

n particolare, saranno da approfondire le conoscenze relative ai nutrienti ed al loro rapporto con i paramenti chimici presenti in acquario:

 “legge di Liebig, o “legge del minimo”, rapporto Redfield tra No3 e Po4,   rapporto che lega dKh e pH (“effetto tampone”) rappresentano alcuni esempi di argomenti imprescindibili per capire come comportarsi.

Molto utile l’inserimento in vasca di un impianto per disciogliere Co2 in acqua, elemento indispensabile per lo sviluppo e la crescita delle piante. che, se mantenute in forma immersa, beneficeranno enormemente di questa aggiunta. Da considerare infatti che in natura la vegetazione normalmente emerge dall’acqua accedendo direttamente alla Co2 presente nell’atmosfera.

Tabella di assorbimento dei nutrienti in funzione del pH
Tabella di assorbimento dei nutrienti in funzione del pH

Conclusioni

Sembra tutto complicato?

Assolutamente non lo è, basta solo prendere la giusta direzione prima possibile e selezionare con cura le fonti di informazione/formazione che ci accompagneranno in questo bellissimo percorso.

Per ulteriori approfondimenti su specifici argomenti qui trattati in linea generale ed al solo scopo di indirizzare ad un approccio “consapevole” chi si avvicina a questo hobby, consiglio di leggere gli articoli “specifici” curati da Mario Mandici nel nostro blog e nel gruppo facebook.

https://acquasocial24.blogspot.com

https://www.facebook.com/groups/3773372269584296

fase di avvio
fase di avvio
acquario ben avviato
acquario ben avviato

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